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Città di Codroipo
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Lo storico Giuseppe Del Bianco, nel quarto volume della sua opera La guerra e il Friuli dedicato alla battaglia sul Tagliamento e alla ritirata fino al Piave, racconta con precisione e ricchezza di particolari gli avvenimenti che seguirono Caporetto, raccogliendo le testimonianze dei protagonisti di quei giorni tra soldati e civili.
A costituire però un documento fondamentale di cronaca della comunità in guerra sono i diari dei parroci e le relazioni parrocchiali, compilate subito dopo l'armistizio per la "Reale Commissione d'inchiesta sulle violazioni al diritto delle genti commesse dal nemico", voluta dal governo italiano per poter stabilire un computo dei danni di guerra subiti e negoziare al tavolo delle trattative internazionali di pace. Tuttavia, più delle fonti scritte, per comprendere la situazione di totale sbandamento e caos in cui versò l'intera pianura friulana e in particolare lungo l'asse Udine-Codroipo-Casarsa, eloquenti e drammatiche sono le immagini fotografiche ritrovate dagli storici negli archivi sia italiani che austriaci. Alla fine dell'ottobre del 1917 i friulani si trovarono da un giorno all'altro oltre il confine militare della regione, senza difesa e con la terrificante prospettiva di doversi confrontare con un nemico che la propaganda di guerra aveva dipinto come sanguinario, violento e soprattutto desideroso di sfamarsi, impadronendosi del bottino spettante al vincitore.
La scelta tra l'abbandonare ogni cosa per seguire il flusso della ritirata italiana o, al contrario, restare a difesa dei propri averi contrastando l'esercito nemico fu davvero lacerante. Secondo le stime del dopoguerra, su 630.000 friulani residenti (censimento del 1911), circa 135.000 persone raggiunsero e superarono il Piave in cerca di rifugio. L'esodo fu spontaneo e molto pericoloso: entrambi gli eserciti, quello italiano in fuga e quello austriaco in avanzata, non esitavano a sgombrare le strade rovesciando nei fossi i carri e le masserizie dei contadini che, avendo ormai perso la terra e a volte anche figli e familiari smarritisi nella folla, rimanevano totalmente in balia di ogni sorta di prevaricazione e abuso. Feroci e cruenti furono anche i combattimenti per il possesso dei ponti sul Tagliamento e delle vie di collegamento con il Veneto: austro-tedeschi e italiani si scontrarono anche nel centro cittadino di Codroipo il 31 ottobre. Le truppe italiane cercarono di rallentare l'avanzata nemica e favorire la ritirata oltre il Piave dei reparti dispersi e della III Armata del duca d'Aosta, proveniente dal Carso. Quello stesso giorno Codroipo fu occupata dai tedeschi. Lo stato estremamente critico dell'esercito tedesco e austro-ungarico nel 1917, quasi completamente sfornito di rifornimenti, può forse spiegare in parte la crudeltà del saccheggio che seguì l'occupazione, ma non si può ignorare che anche l'esercito italiano infierì sui propri connazionali e, cosa ancor più grave;, la stessa popolazione civile, afflitta da una grave; carestia, approfittò della situazione dando vita a episodi penosi di ruberia e intolleranza.